L’altra faccia della sicurezza

sabato 13 novembre 2010 alle 15:08:20

Thomas Hobbes

di Daniele Pugliese

Filippo Torrigiani, assessore al Comune di Empoli e membro fondatore di Politica e Società.it, ha un pallino fisso. Ha scardinato l’allegra e superficiale banalità che in una casa del popolo ci possono stare tranquillamente le slot machine e chissenefrega se dove un tempo si proiettava la Corazzata Potemkin ora si fa finta d’essere a Las Vegas, non solo, ma chissenefrega se oltre a ciò che resta nella cassa della Società di mutuo soccorso il plusvalore va a qualcuno che magari sta riciclando denaro di dubbia provenienza. Lo ha fatto da politico di sinistra e da amministratore, trasformando un’intuizione o una convinzione, in atti amministrativi e documenti che hanno contaminato altre amministrazioni pubbliche in giro per l’Italia.

Il suo pallino fisso è quello della legalità, della sicurezza, della giustizia, nella convinzione che il cittadino ne tragga beneficio e che sia suo diritto vivere in una società dove queste cose sono garantite a dispetto di chi ne trae beneficio dall’assenza di quelle. Più che un giustizialista è un legalista: banalmente, ci son delle regole, rispettiamole e non facciamo finta di nulla.

Perciò ha messo molto impegno nell’organizzare questa manifestazione che Politica e Società.it terrà ad Empoli venerdì 19 novembre sul tema appunto della sicurezza. È stato di grande aiuto alla redazione di questo sito nel cercare autorevoli voci sull’argomento: finora Lumia, Carofiglio, Federico Gelli e spero di non aver dimenticato nessuno.

Il tema della sicurezza nel dibattito politico si concentra prevalentemente su due aspetti: l’esposizione dei cittadini allo scippo, al furto in casa, all’aggressione gratuita e violenta, a quei fenomeni etichettati come microcriminalità che li rende incerti e vulnerabili, che li fa sentire non protetti da uno Stato e perciò a lungo andare abbandonati, sfiduciati, ripiegati su se stessi; oppure, altro lato della medaglia, a una confusione evidente fra ciò che è lecito e ciò che non lo è dal momento che la giustizia non appare affatto uguale per tutti, perché ci sono molti reati che ingombrano le pagine dei giornali per i quali la punizione non arriva mai e ne deriva la convinzione che l’impunità sia più che una realtà diffusa, quasi un pregio di questo paese, mentre se si tratta di far valere un proprio piccolo diritto, magari solo una multa ingiusta, non c’è tregua.

Di questi argomenti si discuterà nel convegno di Empoli con la convinzione che siano una delle priorità con cui la politica debba misurarsi se vuol prendere un’altra piega, se vuol avvicinarsi alla società.

Qui io vorrei solo sottolineare l’aspetto non poliziesco della sicurezza, ma più politico e sociale. Dai tempi del Leviatano di Hobbes lo Stato è proprio solo ed esclusivamente il garante di norme, regole che consentono la convivenza, cioè l’appartenenza allo Stato e il riconoscersi nello Stato. E ciò è dato dalla sicurezza. Sicurezza che quel che sta scritto nelle leggi venga applicato. Sicurezza di ciò che si può fare e di ciò che invece ci è vietato.

Letta così, questa parola, suona più come certezza che non come sicurezza. La vita umana è per definizione insicura. Possono accadere degli accidenti, la malattia incombe, decifrare esattamente il comportamento degli altri è questi impossibile e ciò appunto espone ad una insicurezza. Ma alcune cose hanno bisogno di essere riconoscibili, o almeno codificate, convenzionali in quanto condivise. Questo dà un senso di certezza.

L’applicazione di un contratto collettivo nazionale di lavoro con i diritti e i doveri che in esso sono sanciti per tutelare l’incolumità del dipendente e del datore di lavoro o la garanzia che in caso di malattia o di vecchiaia o di indigenza ci sia chi provvede perché ci si è impegnati con i contributi o con le tasse a tenere in piedi quel garante sono l’altra faccia della sicurezza, quella che va di pari passo al rispetto che se un malvivente ti aggredisce sarà punito. È qui, io credo, che la politica della sinistra debba spendersi con più decisione, anche a costo di impopolarità: i condoni edilizi sono un sopruso, le leggi ad personam anche, la tolleranza con l’evasione fiscale idem.

Categorie: Editoriali

Comments
paolo 13 novembre 2010

Assessore Torrigiani, come ho già avuto modo di complimentarmi con lei in un mio prececente commento su questo sito a proposito di legalità;definedola “don chishotte” per l’impegno profuso ,costante e tangibile su questo tema di agghiacciante attualità , alla luce di quanto letto sull’articolo di cui sopra,auspico che le sua “urla” abbiano una cassa di risonanza immediata che possa amplificarle a tutta la popolazione sensibile all’argomento , in modo da arginare,o per lo meno iniziare a farlo,questa piaga devastante che come una metestasi aggredisce quotidianamente l’apparato sociale.

Massimo Matteoli 14 novembre 2010

Tutto vero, e vi pare poco?

admin 15 novembre 2010

Gentile signor Matteoli, proprio perché non ci pare poco e ci pare tutto vero, ce ne occupiamo. Nella speranza che davvero possa esserci maggior sicurezza. Grazie
Daniele Pugliese

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