maggio 2012

Incontri per un nuovo Mediterraneo-atti del convegno del 24.05.2012-intervento Mario Primicerio.

giovedì 31 maggio 2012 alle 17:19:18

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Prof. Mario Primicerio

Prof. Mario Primicerio

Sono anche io molto contento per questa occasione, perché io credo che la nostra politica italiana è molto poco attenta alla dimensione internazionale. Molto spesso ci accontentiamo perché, ogni tanto, oarliamo di Europa e ci sembra di parlare di politica estera, quando invece parlsare di Europa è, quasi, parlsare di politica nazionale naturalmente. D’altra parte, quello che viene un po’ rimproverato dalla politica e una mancanza di indicazione di visione, io credo che la visione deba misurarsi su due scale, una la scala dei tempi, quindi avere un orizzonte temporale ampio, un altro sulla scala dello spazio, cioè avere veramente una dimensione spaziale che è veramente nell’ordine del nostro globo. Un’altra motivazione di soddisfazione e gratitudine per aver organizzato questo incontro, è perché questo incontro si svolge a Firenze, Firenze come è già stato detto, in rapporto al Mediterraneo, ma anche in rapporto a questa idea dell’orizzonte globale, ha delle buone tradizioni. È già stato ricordato Giorgio La Pira, non sarò io che ne diminuirò l’importanza,


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Incontri per un nuovo Mediterraneo-atti del convegno del 24.05.2012-intervento Franco Cardini.

giovedì 31 maggio 2012 alle 17:16:35

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Prof.Franco Cardini

Prof.Franco Cardini

Qui, stasera si tratta un tema importante e il nostro non essere troppi, che di per sé non è assolutamente importante, io lo riscontro nel non essere troppi tutte le volte, troppe volte, che in questo Paese si parla di cose serie o si fanno cose serie, ad esempio le elezioni, alle elezioni siamo stati ancora meno. Non farò un discorso lungo, perché non c’è tempo, non farò nemmeno un discorso conciliatorio, perché qua ci sono politici, ci sono amministratori, ci sono persone che non possono permettersi di dire, forse è giusto così, fino in fondo quello che pensano, a meno di non avere tutte le prove sul tavole, ma allora è un altro discorso. Io faccio lo studioso di storia e come studioso di storia, in situazioni come queste, mi sento un po’ come il medico della mutua, magari un cattivo medico della mutua, un mediocre medico, però onesto, non di quelli che non guarda nemmeno il paziente in faccia. Io non posso raccontare al mio paziente che si tratta di raffreddore, mentre sospetto che abbia una polmonite, una pleurite o magari qualcosa ancora di peggio, io devo dire le cose come mi sembra che siano.


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Incontri per un nuovo Mediterraneo-atti del convegno del 24.05.2012-intervento Izzedin Elzir.

giovedì 31 maggio 2012 alle 17:10:22

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Imam Izzedin Elzir

Imam Izzedin Elzir

Come è stato detto questo è il secondo incontro, ad un anno sulla realtà della primavera araba, il primo incontro finì sulle parole ‘dobbiamo avere fiducia’ e con queste parole inizia oggi questa primavera araba. La realtà tunisina ha dimostrato un cambiamento positivo e dimostra la capacità di questa popolazione di accolgiere la democrazia. Questi incontri per il nuovo Mediterraneo realmente, per me, erano iniziati ai tempi di Giorgio La Pira, tocca a noi oggi continuare questa politica questa cultura dell’incontro, del dialogo, del confronto per cercare di sviluppare una nuova cultura, un nuovo umanesimo. Ad un anno da quell’incontro, ci sono stati certamente diversi cambiamenti, cambiamenti voluti dall’interno e cambiamenti anche appoggiati dall’esterno, la realtà tunisina è certamente una realtà che dimostra in cambiamento nato dall’interno, la realtà egiziana e quella libica dimostrano un cambiamento iniziato internamente con un pronto intervento fancese, lasciando noi italiani nell’angolo. La piazza libica era tutta nostra, mentro oggi ho dei dubbi su questo purtroppo.


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