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Interventi

L’uomo planetario. A vent’anni dalla scomparsa di P. Ernesto Balducci-atti del convegno del 10.05.2012-intervento Paolo Becattini.

mercoledì 23 maggio 2012 alle 15:57:54

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Paolo Becattini

Paolo Becattini

Non posso negare di essere doppiamente emozionato, per essere ricevuti nel palazzo del Senato, e ringrazio Vannino Chiti,  per parlare di un uomo come Padre Balducci. I luoghi, San Domenico, la Badia Fiesolana, sono luoghi che molti di voi conoscono meglio di me, e sò che nei loro interventi torneranno su questo punto fondamentale, perché è stata veramente una bella scelta, questa di indicare e sviluppare i temi ma partendo dalle momorie dei luoghi. La Badia Fiesolana non è stata e non è solamente la sede, per esempio, di Testimonianze, di un edizione importante che è stata quella della pace, è stato ed è un cenacolo, un punto di incontro di idee, un punto di incontro di persone che ovviamente durante il periodo in cui Padre Ernesto esercitava, era un punto di incontro che si sviluppava anche nella famosa messa delle 11, ma si sviluppava soprattutto fuori da quel luogo sacro della messa, ed era un ponto dove chi doveva discutere, soprattutto di alcuni argomenti, doveva passarci necessariamente. Ecco allora che quegli incontri, quei momenti,  diventano momenti in cui si sviluppano le idee, dove si discute delle problematiche, si discutono e si lanciano i temi di enorme portata. Sicuramente quello sul disarmo, sicuramente quello della pace ma, tornando sui


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Interventi

L’uomo planetario. A vent’anni dalla scomparsa di P. Ernesto Balducci-atti del convegno del 10.05.2012-intervento Gabriella Caramore.

martedì 22 maggio 2012 alle 16:13:02

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Gabriella Caramore

Gabriella Caramore

Due parole per introdurre l’incontro di oggi, anche per capire come è stato pensato e come è stato strutturato questo incontro. Mi rallegro particolarmente, in primo luogo per aver voluto portare Padre Ernesto Balducci, il suo pensiero, la sua forza ancora viva, tra le mura del Senato, tra le mura del Parlamento italiano, del luogo, cioè, dove dovrebbe essere elaborata, predisposta, anche realizzata una pratica del vivere comune, una pratica del bene comune anche se circoscritto al nostro Paese, ma in potenza per il mondo intero. Perché è di un’intelligenza come quella di Balducci, che ha bisogno oggi, chiunque si ponga di fronte ai difficilissimi compiti di aver cura del bene della comunità, un’intelligenza che sa cogliere i segni dei tempi e li sa decifrare, li sa guardare a distanza ravvicinata, come attraverso un microscopio. Rileggere oggi le intuizioni di Balducci, rispetto alla mutazione antropologica prodotta, per esempio, dal sistema informatico, non soltanto dalle grandi migrazioni dei popoli, più di venti anni fa, quindi era ancora agli albori questa trasformazione, devo dire che è davvero impressionante.


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Interventi

L’uomo planetario. A vent’anni dalla scomparsa di P. Ernesto Balducci-atti del convegno del 10.05.2012-intervento Renato Schifani.

martedì 22 maggio 2012 alle 9:57:21

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Sen. Renato Schifani

Sen. Renato Schifani

Autorità, Signore e Signori, oggi ricordiamo Padre Ernesto Balducci a venti anni dalla sua morte. Una figura straordinaria che si contraddistinse per originalità, coraggio e radicalità del suo messaggio, nella fase che accompagnò e seguì il Concilio Vaticano II. Don Balducci, per il pensiero politico, si colloca a fianco delle figure di Giorgio La Pira, di David Maria Turoldo, di Don Lorenzo Milani, e dei tanti altri animatori del cosiddetto cattolicesimo “democratico”, che vissero a Firenze tra gli anni cinquanta e gli anni novanta del secolo scorso.
La sua formazione umana, civile e religiosa, la sua attenzione alle istanze di giustizia verso i poveri, furono fortemente ispirate dal luogo dove ebbe i natali, Santa Fiora, paese di minatori sul Monte Amiata. Spesso amava interrogarsi: “che ne sarebbe stato… se fossi nato in una città chiassosa e illuminata, in una tranquilla famiglia borghese”, e non “nel silenzio di un paese medioevale, sulle pendici di un vulcano spento e in una cornice umana dove era difficile discernere il confine tra la realtà e la fiaba”.


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Comunicati stampa

Il Nuovo Mediterraneo

lunedì 21 maggio 2012 alle 19:14:04

di Tiziana Isitani.
Sala Luca Giordano

Sala Luca Giordano

Giovedì 24 maggio, presso la Provincia di Firenze, in Via Cavour 1 alle ore 15.00, si svolgerà un convegno sul tema “Incontri per un nuovo Mediterraneo”. Si tratta di un’iniziativa promossa dall’Associazione “Politica e Società”, lo scopo dell’incontro è quello di continuare una riflessione, già avviata con precedenti incontri, sui cambiamenti avvenuti e ancora in corso nell’area mediterranea e sulle evoluzioni future che interessano questi Paesi ma anche l’Europa, all’insegna del dialogo e della cooperazione.  Saranno presenti all’incontro, rappresentanti delle istituzioni e della società civile: Andrea Barducci, Presidente Provincia di Firenze
Naceur Mestiri, Ambasciatore di Tunisia
Benedetto Adragna, Presidente Unione Interparlamentare  Italia-Marocco
Izzedin Elzir, Imam di Firenze e Presidente Comunità Musulmane italiane
Franco Cardini, Storico e saggista
Mario Primicerio, Presidente Fondazione Giorgio La Pira
Franco Vaccari, Presidente  Associazione Rondine Cittadella della Pace
Stefano Fusi, Consigliere Provincia di Firenze
Le conclusioni del convegno sono affidate a Vannino Chiti, Vice Presidente del Senato della Repubblica  e Presidente  dell’Associazione Politica e Società.


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Interventi

L’uomo planetario. A vent’anni dalla scomparsa di P. Ernesto Balducci-atti del convegno del 10.05.2012-intervento Vannino Chiti.

sabato 19 maggio 2012 alle 18:38:27

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Sen.Vannino Chiti

Sen. Vannino Chiti

Molti di noi hanno conosciuto direttamente Ernesto Balducci, altri, anche chi non abbia avuto questa opportunità, penso abbia trovato nei suoi scritti e nei suoi discorsi aspetti di riflessione, che hanno lasciato un segno. Oggi tuttavia, con Mauro Ceruti, abbiamo voluto questo incontro non per una celebrazione – immaginate cosa ci direbbe, se lo facessimo, Ernesto, con la sua voce tonante – e neppure per un approfondimento del suo complessivo lascito culturale, a vent’anni dalla sua scomparsa. Nostra intenzione è quella di mettere al centro del nostro incontro soprattutto il tema dell’uomo planetario, del mondo come villaggio planetario, di un nuovo umanesimo. Non sono temi di poco conto né di per sé facilmente delimitabili: ritengo che costituiscano un contributo rilevante e per molti aspetti anticipatore lasciatoci da Ernesto, l’ultimo approdo del suo pensiero e non solo in senso cronologico. Dall’altro, i venti anni che abbiamo alle spalle e questo presente così complesso, in cui viviamo, ne evidenziano l’attualità e sollecitano a portare avanti questo impegno di approfondimento e di elaborazione. Noi, naturalmente, ci contentiamo di richiamarne l’urgenza e la necessità. Voglio dire, in modo chiaro, che è indispensabile ricostruire, rinnovandola a fondo, anche la cultura dei progressisti.


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L’uomo planetario. A vent’anni dalla scomparsa di P. Ernesto Balducci-atti del convegno del 10.05.2012-intervento Rosy Bindi.

sabato 19 maggio 2012 alle 18:29:23

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On. Rosy Bindi

On. Rosy Bindi

Mi ritengo tra coloro che essendo cresciuta negli anni nei quali Balducci è stato un maestro per molti, lo sia stato anche per me, ho in qualche modo ho attinto alla sua persona, al suo pensiero, sono stai molto importanti per la mia crescita, senza potermi tuttavia definire davvero, come tutti voi che avete parlato, un discepolo della sua scuola, del suo pensiero e della sua testimonianza. Mi avete costretta, in qualche modo, a ripercorrere la sua vita e il suo pensiero, a ritornare negli anni nei quali da giovani alla ricerca, trovavamo in lui un punto di riferimento molto importante e ascoltandovi questa sera, mi sono davvero convinta di questa contraddizione dentro la quale ci troviamo. A vent’anni dalla sua morte oserei dire che l’attualità del suo pensiero, del suo messaggio è davvero evidente, la comprendono anche coloro che non comprendevano il suo pensiero quando venti o trenta anni fa lo scriveva, lo esprimeva, lo comunicava nei tanti incontri soprattutto con i giovani, soprattutto in sedi ecclesiali. Un attualità evidente, forse non era percepita tale se non da chi condivideva con lui, come molti di voi che avete parlato oggi: oggi è chiaro che ha intuito ciò che non avevamo capito, in molti non avevano capito e al tempo stesso, come molti avete sottolineato, mai la realtà sembra essere così lontana dal suo messaggio.


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L’uomo planetario. A vent’anni dalla scomparsa di P. Ernesto Balducci-atti del convegno del 10.05.2012-intervento Pier Luigi Onorato.

sabato 19 maggio 2012 alle 10:37:01

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Pier Luigi Onorato

Pier Luigi Onorato

Non voglio parlare del tema della laicità, perché mi porterebbe troppo lontano, però non posso ignorare che Vannino Chiti e poi Massimo Livi Bacci hanno chiuso i loro interventi ponendo alla prospettiva balducciana due domande che nascevano dalla loro esperienza storica. Io vado ancora più in là, parto dalla risposta che Pietro Ingrao dette, dieci anni dopo la morte di Balducci, a chi lo intervistava su questa prospettiva balducciana, Pietro Ingrao disse “ bisogna avere il coraggio di dire che Balducci è uno sconfitto della storia”. Allora io credo che bisogna ripensare all’antropologia dell’uomo planetario come un pensiero a due dimensioni:c’è una dimensione escatologica perché l’uomo planetario si realizza trascendendo la storia e oltre la storia, che Balducci aveva presente quando diceva che l’uomo planetario tocca i confini delle sue possibilità, di ascensione in ascensione l’uomo reale coinciderà con l’uomo possibile, diventerà la pura imago Dei, l’uomo inedito diventerà l’uomo storicamente edito, sicchè l’uomo apparirà a Dio come Dio all’uomo. Questa è una prospettiva assolutamente escatologica e qualcuno ha ricordato l’uomo oltrepassa l’uomo, Balducci aveva presente il detto pascaliano  L’homme passe l’homme ,


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L’uomo planetario. A vent’anni dalla scomparsa di P. Ernesto Balducci-atti del convegno del 10.05.2012-intervento Severino Saccardi.

sabato 19 maggio 2012 alle 10:11:06

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Severino Saccardi

Severino Saccardi

Il senso nel rispondere alla domanda su cosa è Testimonianze, sta nel riflettere sul senso che ha il fare memoria, e qui il valore anche dell’incontro di oggi e degli incontri che andiamo facendo in tutto il Paese, ricordare uno come Balducci. Il valore di queste cose va al di la anche della sua figura: noi viviamo in un tempo che ha molta retorica della memoria e poca conoscienza anche del proprio passato prossimo, vanno ricostruiti i tratti della nostra storia per sapere dove andiamo, le luci, le ombre, la storia del nostro ‘900, in questo ambito certamente il percorso di una rivista come Testimonianze.  Balducci che è stato ricordato giustamente come uomo di confine, ma si potrebbe dire come uomo che si muoveva sul limitare di molti confini, tra fede, storia, società, cultura con naturalezza. Un uomo che è stato pienamente uomo del ‘900, che ha vissuto le idealità, le tensioni e anche le contraddizioni che furono nello stesso pensiero del ‘900, e che però, andandosene  proprio in quell’anno, il 1992, che fu anno di snodo con la guerra nella ex Jugoslavia, Tangentopoli, la Guerra del Golfo, ha fatto in tempo a vedere un tempo che finiva e le potenzialità e le nubi del nuovo che si addensavano.


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Interventi

L’uomo planetario. A vent’anni dalla scomparsa di P. Ernesto Balducci-atti del convegno del 10.05.2012-intervento Albertina Soliani.

venerdì 18 maggio 2012 alle 19:02:03

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Sen. Albertina Soliani

Sen. Albertina Soliani

Io sento in questo momento che la mia vita non è separabile in pezzi, possono cambiare profondamente le stagioni della storia, della vita personale, ma c’è un filo fortissimo che tiene insieme la mia vita e lì dentro ci posso leggere tutti i peccati e le omissioni, ma c’è un filo robustissimo che ha costruito quella che sono e in questa costruzione, specialmente negli anni giovanili, ho incontrato Padre Balducci, uno dei maestri, uno forte, ma era una stagione di maestri. In questa mia riflessione, che tiene insieme la mia vita, con le responsabilità di allora e con quelle di oggi, anche io vorrei dirvi come sono entrata in quella stagione che ci ha segnato profondamente, e come anche io, adesso, cerco di leggere la mia responsabilità presente e la responsabilità di questa stagione per continuare ad assumere una responsabilità a cui siamo stati educati. Educati senza soluzione di continuità, senza fratture, ma, anzi, con una cresciuta responsabilità, con qualche brevissima nota per dirvi anche quale è lo stato d’animo venti anni dopo. Siccome sento una grandissima gratitudine, mi sembra di essere qui semplicemente per dirvi questa gratitudine nella mia vita, nelle nostre vite, nelle nostre biografie.


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Interventi

L’uomo planetario. A vent’anni dalla scomparsa di P. Ernesto Balducci-atti del convegno del 10.05.2012-intervento Antonino Mantineo.

venerdì 18 maggio 2012 alle 11:51:39

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Prof. Antonino Mantineo

Prof. Antonino Mantineo

Ringrazio l’organizzazione per averci dato modo di fare memoria di Balducci, di imparare da lui la lezione di saper leggere il presente e magari di guardare meglio anche ad un futuro di speranza. Vent’anni ci separano dalla sua morte, sono vent’anni in cui forse molto dolore si è risparmiato Balducci, le guerre, la globalizzazione, la scissione drammatica tra etica pubblica ed etica privata, il razzismo. Io credo che abbiamo conosciuto e conosciamo  il razzismo e mi fa specie, da cittadino della periferia dello Stato del sud, registrare che anche amministrazioni di sinistra hanno introdotto nell’ambito dell’ordinamento locale, provvedimenti razzisti, non cito le città ma sono tante. Eppure, visto che sono stato invitato a riflettere a voce alta sulla situazione di come vedrebbe Balducci, o di come potremmo fargliela vedere  noi la situazione della Chiesa nel nostro Paese, come potremmo non dire che questi vent’anni di brutta politica, di brutto Governo, di brutto Paese che è stata l’Italia, ci sia stata anche una Chiesa che, ha ricevuto molto in termini dell’8 per mille, di finanziamenti alle scuole confessionali, di leggi che venivano quasi dettate dal presidente della Conferenza Episcopale, una religione che


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