“Politica e società”, insieme ad altre associazioni impegnate sul fronte della cultura politica, ha promosso un’iniziativa a Roma, nella sala conferenze di piazza Montecitorio 123/A (adiacente Capranichetta), venerdì 21 giugno dalle 15 alle 19, sul tema “Il futuro del riformismo. Costruire una sinistra plurale”.
Per Vannino Chiti “questa è una fase che deve servire a tutte le componenti progressiste – dentro e fuori il PD – a confrontarsi senza pregiudiziali su grandi priorità quali il diritto al lavoro e lo sviluppo sostenibile, la qualificazione del welfare, la costruzione di una grande democrazia sovranazionale (gli Stati Uniti d’Europa)”.
Un primo appuntamento quindi da non mancare per tutti i soci e gli amici che sono interessati a questi problemi. “Politica e società” s’impegna fin d’ora ad organizzarne uno in Toscana nel prossimo autunno


Prima della crisi mondiale, l’Europa era in crisi. Non era riuscita a progredire nell’unificazione metanazionale né a integrare le nazioni liberate dall’impero sovietico. La crisi economica mondiale rischia non solo di aggravare la crisi dell’Europa, ma di disgregrare l’Europa stessa. Tuttavia, “là dove cresce il pericolo cresce anche ciò che salva”, diceva uno dei più grandi poeti europei (Hölderlin). È a un pensiero e a una politica di salvezza che ci invitano Edgar Morin e Mauro Ceruti. Delineano un appassionato ritratto della nostra Europa, della sua storia ambivalente intrecciata di civiltà e barbarie, e si chiedono come sia possibile scongiurare il rischio di paralisi e di disgregazione, mostrando che le ragioni della speranza si annidano paradossalmente nelle ragioni della disperazione. Un vero e proprio manifesto per una rinascita della cultura e della politica europee nel tempo della globalizzazione. Politica e Società organizza la presentazione di questo volume di Edgar Morin e Mauro Ceruti, dal titolo “LA NOSTRA EUROPA”, alla presenza di uno degli autori, Ceruti, del Senatore Vannino Chiti e del Prof. Ciliberto, mercoledì 6 Marzo alle ore 17,30 c/o l’Auditorium del Consiglio Regionale della Toscana in Via Cavour, 4 a Firenze.
Discutendo della crisi nella democrazia nostrana il classico refrain suona più o meno cosi: malgoverno, partiti pigliatutto, baracconi corporativi, monopoli in genere. Come uscire da questa situazione? La risposta paventata dalla politica è la seguente: bisogna modificare l’ordinamento politico-sociale del paese Italia attraverso riforme organiche ma profonde. Ecco allora riapparire il riformismo come soluzione universale, il riformismo “imposto” dallo stato delle cose. Ora, pur volendo accettare un siffatto generico approccio di progettualità, bisognerebbe riflettere oltre questa retorica appellativa e chiedersi cosa sia il riformismo e, soprattutto, quali ne siano gli odierni principi e criteri.



